Osteopatia: gravidanza e parto

In Italia è conosciuta da poco più di un ventennio. Eppure l’osteopatia ha una lunga storia alle spalle, poiché fu ideata negli USA alla fine dell’800 dal medico Andrew Taylor Still. Nel nostro Paese le prime scuole hanno cominciato a diffondersi solo nel 1984-85 a opera di specialisti francesi.

Ma che cos’è l’osteopatia? 

Il termine deriva dall’inglese osteopathy, dove path significa sentiero e si potrebbe tradurre con la via delle ossa. Seguendo la strada delle tensioni individuate nell’organismo, l’osteopata va a cercare le disfunzioni, ossia gli squilibri che causano malesseri e influiscono sullo stato di salute generale. Poiché la principale disfunzione riguarda la mobilità, all’inizio della seduta lo specialista analizza i movimenti e la postura del paziente per scoprire i punti dove sono presenti blocchi, che possono causare disturbi anche in zone del corpo distanti, ma collocate sulla stessa “via”. Infine, con tecniche manuali – che possono variare da appoggi a manipolazioni o pressioni a seconda del disturbo e della tipologia di paziente – va a liberare tali blocchi per eliminare le restrizioni di movimento e riportare l’organismo in una situazione di salute o di equilibrio (omeostasi), stimolando i naturali processi di auto guarigione.

Contro mal di testa e dolori alla schiena in gravidanza
L’osteopatia può essere particolarmente utile in gravidanza, quando la crescita del pancione porta a cambiare gli schemi posturali preesistenti, accentuando lacurvatura lombare e modificando per compensazione la curva dorsale. Per questo, nel corso dei nove mesi è facile che la futura mamma vada incontro a tensioni lungo la colonna, che possono causare dolori alla schiena o ai nervi sciatici che si irradiano verso le cosce, così come possono comparire dolori nella parte alta, come cervicalgie o mal di testa. Grazie a tecniche manipolative dolci e non invasive, l’osteopata sblocca tali tensioni e aiuta la colonna ad adattarsi meglio alle modificazioni posturali, liberando da restrizioni di movimento.

Altro disturbo che può essere alleviato è il tunnel carpale, di cui si può soffrire nei nove mesi a causa della maggior ritenzione idrica che provoca una compressione del nervo mediano nel polso: attraverso pressioni mirate, l’osteopata lavora sul sistema linfatico per sciogliere gli edemi e diminuire la compressione. In più, le manipolazioni possono influire positivamente sulla circolazione, aiutando a migliorare la stasi venosa, e sulle nausee, lavorando con particolare attenzione al nervo vago e al riequilibrio del sistema neurovegetativo.

Un parto meno faticoso per mamma e bebè grazie all’osteopatia
Oltre a prevenire dolori e contratture nei nove mesi, le manipolazioni osteopatiche consentono di arrivare al parto in condizioni fisiche ottimali. Durante la sedutal’operatore lavora soprattutto sul bacino, che al momento del parto subisce i cosiddetti cambiamenti di nutazione, ossia il leggero movimento di rotazione dell’osso sacro e delle ossa del bacino che consente l’aumento di diametro necessario per far passare la testolina del bambino. Per far sì che questo succeda, occorre che tutte le articolazioni del bacino siano mobili, libere e non bloccate da restrizioni di movimento, e a questo scopo le manipolazioni dell’osteopata creano una condizione ottimale, che da un lato riduce le tensioni dolorose provate dalla donna, dall’altro facilita le ‘fatiche’ del bebè, che subirà meno traumi durante la nascita.

Altro punto su cui l’osteopata lavora con particolare attenzione è il diaframma, che col trascorrere dei mesi viene compresso dalla crescita del pancione. Le manipolazioni permettono di restituire una migliore funzionalità respiratoria, fondamentale durante il parto per aiutare la mamma a liberare le tensioni, fisiche ed emotive, assecondare al meglio le contrazioni, alleviare il dolore, ossigenare tutto l’organismo, che quindi “lavorerà” in modo più efficace.